Mirko Stocchetto - L'ideatore del Negroni Sbagliato

Mirko Stocchetto - L'ideatore del Negroni Sbagliato

Mirko Stocchetto era un barman, di come ce ne sono stati e ce ne sono pochi. Aveva passione, una passione sicuramente poco ostentata, individuabile il più delle volte esclusivamente dal suo modo di lavorare. 

Aveva imparato la professione dai migliori durante gli anni di lavoro per Giuseppe Cipriani, il fondatore dello storico Harry's Bar di Venezia dal quale ebbero origine tantissimi tra i più famosi cocktail. Un esempio è il Bellini (1948) un cocktail a base di vino bianco frizzante (prosecco o spumante brut) e purea di pesca bianca, dal quale Stocchetto prese ispirazione per ideare il suo Rossini a base di spumante o champagne e purea di fragole. 

Stocchetto aveva dunque assistito in prima persona alla creazione di cocktail divenuti poi storici, consumati ed amati ancora al giorno d'oggi. Aveva imparato ad individuare, conoscere e compiacere i gusti delle persone.

Così nel 1967, quando si presentò l'occasione, decise di prendere le redini del Bar Basso: uno storico locale di Milano dal carattere forte che poco concedeva ai vezzi e alle mode del tempo. 




Il Negroni Sbagliato

Proprio durante gli anni del Bar Basso, a Milano, una sera come tante e per puro caso - se non addirittura per errore - venne ideato il Negroni Sbagliato a causa di un barista che durante la preparazione del Negroni, invece di aggiungere Gin, versò del prosecco insieme al Bitter Campari e al Martini Rosso.

Stocchetto, pur non essendo stato il diretto artefice, ne intuì immediatamente il potenziale ed iniziò a proporlo ai propri clienti, trasformando così un semplice errore in una vera e propria leggenda


La ricetta del Negroni Sbagliato

- Ghiaccio. 

- 1/3 spumante brut o prosecco

- 1/3 Vermouth Rosso

- 1/3 Campari.

- Una fetta di arancia. 

- Qualche goccia di angostura (opzionale). 



Una curiosità su Stocchetto

Avete presente il jigger? Il famoso misurino che i barman utilizzano per dosare gli ingredienti?

Stocchetto lo odiava. Proibiva categoricamente il suo utilizzo da parte di chiunque all'interno del suo locale. Per Stocchetto utilizzare il jigger equivaleva a barare, e la stessa convinzione è stata poi trasmessa anche al figlio il quale ha dichiarato:

"Se usassi il jigger mi sentirei come un acrobata che va sul trapezio agganciato ad una fune. Oppure un motociclista che si presenta al via con le rotelline". 

  • 12 June 2018